Approcci alla riduzione della dose in Angiografia

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Radioprotezione del personale medico in Angiografia

Distanza dalla sorgente

Oltre a proteggere i pazienti da un'eccessiva esposizione alle radiazioni, è necessario proteggere anche l'intero personale sanitario dalle radiazioni scattered (deviate). La radiazione di scattering non proviene direttamente dal tubo radiogeno, in quanto è per lo più deviata (scattered) dal paziente, dal lettino o da altri dispositivi situati all'interno del percorso del fascio di raggi X (figura 1). La maggior parte di tale radiazione è di solito generata quando il fascio di raggi X colpisce il paziente.

La radiazione diffusa è indicativamente proporzionale al prodotto dose per area (DAP) e diminuisce con il quadrato della distanza nel sito in cui si genera lo scatter. In pratica, al doppio della distanza si genera un quarto della radiazione di scattering.

 

APossibili schermature anti-radiazioni:

  • Camice piombato
  • Occhiali piombati
  • Pareti mobili piombate
  • Dispositivi di radioprotezione della parte superiore e inferiore del corpo



 


Installazione dell'arco a C su sistema biplanare per Radiologia Interventistica

Scattered radiation can be reduced by installing the lateral C-arm with the tube on the left side of the table when the medical staff works on the right (Figure 2).

 

As already mentioned in the last paragraph, scattered radiation is mainly generated at the beam entrance location of the patient, which is on the left side in this configuration. At the operator’s working position (right side), radiation exposure from scatter is much lower.

 

This setup is possible for biplane systems used for interventional radiologic and neuro-radiologic applications only. It is not applicable for cardiac use because the detector needs to be close to the heart in a cardiac setup.



Collimazione

La radiazione di scattering è indicativamente proporzionale al prodotto dose per area (DAP). Se l'area del campo irradiato è dimezzata, analogamente tale radiazione si riduce del 50%.



Radioprotezione della parte superiore e inferiore del corpo

La protezione dall'esposizione alla radiazione di scattering del personale medico realizzabile con idonee schermature è del 99%, quindi altamente efficace.



RaySafe i2 per una migliore Radiation Safety Culture™

Il sistema RaySafe i2 per dosimetria è indispensabile ai fini della creazione di un'efficace cultura della sicurezza in ambito di radioprotezione.
Utilizzando tale sistema, sia gli operatori sanitari che il management trarranno beneficio dalla conoscenza acquisita specifica del settore. Il trattamento dei pazienti ritornerà ad essere il fulcro della loro attenzione, evitando di preoccuparsi dell'esposizione a radiazioni superflue

i2 Dosimeter
Dosimetro attivo che misura e registra la radiazione ad ogni secondo. I dati sono trasferiti sul display i2 in modalità wireless e in tempo reale.
Esente da manutenzione, facile da indossare e personalizzabile con diversi colori e nomi.

i2 Real-Time Display

Schermo touch screen da 10,4" che visualizza i dati di tutti i dosimetri in tempo reale. Le barre colorate in verde, giallo e rosso indicano l'intensità della dose per singolo operatore; la dose accumulata è visibile accanto alle barre. Toccando il nome sul touch screen, è possibile accedere ad informazioni più dettagliate sullo storico dose del singolo indiv

i2 Software
RaySafe i2 dose viewer è utilizzato per la gestione dei dosimetri e la visualizzazione delle informazioni relative alla dose individuale. Per analisi avanzate, registrazione e archiviazione di tali informazioni, si utilizza RaySafe i2 dose manager, in grado di gestire più dosimetri e recuperare informazioni sulla dose dai vari display real-time tramite la rete ospedaliera o da supporti di archiviazione USB.


A comprehensive overview on dose issues and image quality can be found in the following article: Stephen Balter et al. ACCF/AHA/HRS/SCAI Clinical Competence Statement on Physician Safety and Image Quality in Fluoroscopically Guided Invasive Cardiovascular Procedures, Journal of the American College of Cardiology, Vol. 44, No. 11, 2004.